DALLE NOSTRE TERRE SOLO COSE BUONE...

N
elle nostre zone ci tramadiamo da generazione in generazione il gusto per le cose genuine, per i frutti che la terra così generosa ci offre da sempre. Da noi vivono ancora i sapori di una volta, gelosamente custoditi, che hanno reso famosa nel mondo la nostra zona sopratutto per merito dei nostri vini.
pallino.gif (159 byte) I vini : l'Oltrepò pavese con i suoi 16.000 ettari di vigneti,   con i  suoi paesi come Canneto, Santa Maria della Versa, Rovescala, Santa Giuletta, Broni, Casteggio, Montu' Beccaria, ecc.. costituisce una realtà unica in Italia per la produzione di vini DOC straordinari, non per niente la sua configurazione è a  grappolo d'uva. L'origine della viticoltura nell'Oltrepo Pavese è antichissima, tanto che la troviamo citata già da autori classici greci e romani; poi da altri nel 1000 e 1500  e da monografie edite nel 1800.


Sono 20 i vini dell'Oltrepo Pavese tutelati dal marchio D.O.C., largamente affermati in Italia e all'estero in virtù della loro ineguagliabile caratteristica di qualità. I più importanti per le loro caratteristiche organolettiche sono:
Bonarda - Il colore è porpora con spuma compatta e abbondante. Il sapore è pieno con retrogusto di mandorla amara. Si serve a una temperatura di 16 o 18 gradi. L'invecchiamento varia dai due ai cinque anni.
Si accompagna amorevolmente con carni rosse.
Barbera - Il colore è rosso rubino intenso di sapore secco. Si serve a una temperatura di 16 o 18 gradi. L'invecchiamento varia dai due ai cinque anni.
Si abbina benissimo ai classici insaccati, caldi e freddi, dell'Oltrepo Pav
ese.
Pinot nero vinificato in bianco - Colore giallo paglierino o verdognolo, di pronta beva è preferibile servirlo con piatti leggeri di pesce o carne bianca. Usato anche come base spumante per i pregiati "METODO CLASSICO".
Pinot nero vinificato in rosso (generalmente da cloni di pinot nero d'oltralpe) - Colore rosso intenso con riflessi aranciati. L'invecchiamento varia dai due ai sei anni il rosso, si accompagna a piatti "forti" ed "eleganti".
Riesling Italico e Renano - Colore giallo paglierino. Sapore secco e talvolta frizzante e vivace. Da bersi giovane, intorno ai dieci gradi, si accompagna benissimo ai pasti a base di pesce.
Moscato - Di colore giallo intenso con riflessi dorati. Da bersi fresco e giovane. Vino molto indicato per i dessert e piccola pasticceria.
Un discorso a parte che vale comunque la pena di decantare riguarda l'uva e quindi il vino di qualità comune che più si sposa con la morfologia del nostro comune e cioè : il Rossarone così chiamato per via del suo colore rosa chiaretto che si presenta in bocca frizzante , asprigno e poco caldo

pallino.gif (159 byte) Il Salame di Varzi è uno dei più famosi insaccati nazionali, conosciuto anche oltre frontiera. Gli è stato riconosciuto nel 1989 il marchio D.O.C. e successivamente nel 1992 a seguito del Regolamento CEE 2081/92 il D.O.P. che definisce la zona e le condizioni di produzione,

alla macellazione e preparazione delle carni, sino alla stagionatura finale. La zona geografica che delimita la produzione del Salame di Varzi D.O.P.  è stata individuata fra 15 Comuni dell'Alto Oltrepo Pavese e Valle Staffora facenti parte della Comunità Montana. A corollario del salame di uguale bontà citiamo i cacciatorini morbidi non stagionati, le coppe, le pancette profumate e i cotechini.

 

pallino.gif (159 byte) Il raviolo di brasato vera specialità gastronomica della zona, da una ricetta tramandata per secoli da generazione a generazione.
Il ripieno, formato da polpadi manzo brasata nel vino e formaggio parmigiano, viene avvolto in una sfoglia fresca di grano tenero, dando vita ad un raviolo delizioso da condire con sugo di carne e funghi.

pallino.gif (159 byte) Il tartufo simbolo esaltante dei frutti della terra, è noto fin dai tempi più lontani ed è sempre stato presente sulle tavole più raffinate, tanto da meritarsi l'appellativo di "DIAMANTE DELLA CUCINA". La zona oltrepadana vanta una antica tradizione nella ricerca del tartufo tanto che l'Alto Oltrepo è diventato uno dei mercati più importanti del mercato nazionale. E' possibile trovare sul territorio il tartufo bianco e nero sopratutto nel periodo autunnale e nella tardissima primavera. Le zone più vocate per la ricerca del tartufo nero sono quelle che si estendono dall'alta collina sino ad arrivare ai piedi dell'Appennino. I più pregiati tartufi bianchi invece sono ricercati dai tartufai nella zona bassa dell'Oltrepo Pavese. Profumatissimi tuberi bianchi vengono raccolti addirittura ai piedi degli argini del fiume Po.

Altro prodotto tipico spontaneo della terra e del bosco sono i funghi. Profumatissimi e ricercatissimi quelli porcini che si raccolgono sulle colline sino alle montagne appenniche, meno nobili ma di ugual fama i famosi chiodini o pioppini che vengono raccolti nella pianura. Da non dimenticare i gustosi ovuli.

Altri prodotti tipici che meritano indubbiamente una citazione sono: i formaggi giovani e stagionati di latte vaccino e caprino dell'alta collina come le classiche caciotte, la frutta come le mele tipiche della zona che sono : la "pomella genovese" ("rùstaiò") , la renetta o le pere come la "càmpana" , senza dimenticare le castagne del bosco del castello o i prodotti del sottobosco come more e lamponi o i "bargnò" da cui si ricava un ottimo liquore. Gli ortaggi coltivati nella zona come la famosissima mostarda di Voghera, la produzione di miele prodotto ancora nelle sue molteplici varietà dagli apicoltori locali , il pane fatto in casa connubio indissolubile per gustare al meglio i salumi dell'Oltrepo Pavese, la schita (acqua, farina, strutto e latte) : frittella che accompagnava i salumi locali o la "brusadella" (focaccia anticamente usata per verificare la corretta temperatura del forno a legna)
ed infine per i dolci le Torte di confettura con frutta locale , i brasadè (piccole ciambelle secche da accompagnare con vino Moscato , Bonarda o Sangue di Giuda) ,la Torta Paradiso e la Sbrisolona .

Non sarebbe completa l'analisi della cultura gastronomica locale senza segnalare le influenze che il vicino Piemonte e la vicina Emilia hanno saputo nel corso del tempo radicarsi sulle tavole del basso oltrepò . I primi piatti come i tortelli di magro e di zucca , i pisarei e fasò , gli gnocchi di patate e i malfatti . I secondi piatti a base di selvaggina (lepre , cinghiale e fagiano) in umido o arrosto. Infine la polenta con selvaggina e formaggi .


 

 

 

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Uva Barbera


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il salame di Varzi


Tartufi bianchi