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Mostre anno 2009

"L'Inferno di Dante" di Gianfranco Rontani

Chiusura non definita

Gianfranco Rontani, Cavaliere della Repubblica per meriti artistici, lascia con le sue grandiose opere una traccia non indifferente nel campo dell'arte del ventesimo secolo: dalle 34 tele di 2 metri per 1,60 rappresentanti l'Inferno dantesco alle 22 sul Carnevale di Viareggio, al dipinto di 4 metri per 3 "Lasciate che i fanciulli vengano a me" donato personalmente al Santo Padre in occasione della Sua visita pastorale a Lucca, alla "Resurrezione di Cristo dinnanzi a Sua Madre Maria" anch'esso destinato al Papa durante la visita della Diocesi di Lucca a Roma per il Giubileo.
"Potrebbe sembrare albagia, superbia, quella di Gianfranco Rontani che ha dipinto 34 tele di circa 4 mq l'una, dedicata ciascuna a uno dei canti danteschi dell'Inferno. Si può dire superbia, che del resto è il tema di una delle tele di Rontani, perché ricercare una lettura nuova della Divina Commedia, e per di più tentare di fare cosa d'arte, è davvero un impegno che richiede, se non altro, un coraggio a tutta prova. Tant'è, Rontani ha tentato e, per quanto abbiamo visto, c'è riuscito, nel senso almeno che ha seguito, con il suo modo di dipingere al limite del narrativo e del surreale, dare un'immagine piena di suggestione dei motivi e dei toni danteschi dell'Inferno."
Mauro Innocenti - Lucca, 1980

"Histoire - L'irrealtà della storia" di Aurelio Gravina

Dal 26 luglio 2009 al 23 agosto 2009

Mao e i poliziotti di Londra, Obama e i grandi pugili, gli assassinati e i processi, e poi attentatori suicidi, ritratti africani, aguzzini, preti, gente che guarda, che urla, che passa: la Storia, quella con la maiuscola e la storia di tutti i giorni, si estrania e si fissa sulla tela in quindici opere di grandi dimensioni che sono altrettante immagini della nostra vita fermate nello spazio e nel tempo. Aurelio Gravina - artista milanese che ha già all’attivo una ventina di personali - organizza con il Comune di Zavattarello, in provincia di Pavia, la mostra dal titolo “Histoire”, l’irrealtà della Storia. Un percorso di lavori pittorici.

Aurelio Gravina, nato a Francavilla Marittima, vive e lavora a Milano. Scenografo, attore e regista, laureato all’Accademia di Belle arti a Milano, lavora in teatro con il gruppo Out Off. In particolare con il poeta e pittore Giancarlo Pavanello nel 1979 crea il gruppo Teatro di Babele che lavora sperimentando l’uso della scrittura poetica nel teatro e nella pittura. Dopo diversi anni di lavoro teatrale, come regista, scenografo ed attore (dal 1981 al 1986 collabora con il Teatro Out Off e con lo Studio Azzurro), nel 1995 comincia la ricerca nel campo pittorico tentando di fondere le tecniche sperimentate in teatro, ovvero usando la tela come spazio scenico dove il segno pittorico diventa attore.


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