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"Estate in Arte"
Mostre anno 2011

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"Cammino di un pittore" del Conte Giuseppe Dal Verme

Dal 28 maggio al 18 luglio

La mostra “Cammino di un pittore” ripercorre la vita artistica del Conte Giuseppe Dal Verme, tra documenti dell'epoca, tele a olio, acquerelli e studi d'opera. Importante è la presenza del diario del Conte, in cui raccoglieva ritagli di giornale, impressioni e studi sul colore, che applicava poi alle sue opere.
L'arte del Conte Giuseppe Dal Verme procede equilibrata, sobria e serena, accogliendo e facendo propri gli accenti impressionisti e romantici della sua epoca.
Valori fondanti sono il senso del colore, con un chiaroscuro cromatico ricco di toni caldi, e la sapienza della tecnica abbreviata ricca di vibrazioni e sensibilità plastica.

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"Ovidio in Dante" e "Natura in posa" di Gerico

Dal 18 giugno al 10 luglio

Gerico, nasce a Somma Lombardo (Varese) il 13 giugno 1946. Autodidatta, nel 1968, con “prove tecniche di trasmissione”, entra nell’arduo mestiere di pittore. Negli anni ‘70 si sente attratto dalle tematiche collegate ai rapporti nel mondo dei consumi, con “natura/uomo/macchina (il prodotto che lentamente assorbe il produttore)” prosegue tale sua ricerca fino al 1981 concludendosi con una grande esposizione antologica nella Galleria “Rotta” di Genova. Dopo un anno sabbatico, dal 1982 la sua pittura cambia livello iconografico con “museo vivo (performance)”, opere basate sulla ripresa scenografica (per estensione) di brani di pittura antica; significativa la mostra itinerante ”Magie“ curata dal prof. Riccardo Barletta. Nel 1990 con “natura in posa” mostra curata dal prof. Floriano De Santi, Gerico entra nella proposizione di elementi di natura realizzati nel massimo realismo unito alla massima artificialità, esperienza che ancora oggi coltiva.
Dal 1997, oltre al personale percorso, collabora con i pittori: Brancolini, Fusi e Nigiani all’allestimento di esposizioni itineranti,tra le quali :“ Quattro pittori dallo sguardo cristallino” curata dal prof. Giorgio Di Genova; “ Navigazione ultima”, mostra sulla Divina Commedia in occasione del Giubileo 2000, curata dal prof. Giorgio Segato; “La vita nova” nel 2003,( unica interpretazione visiva integrale che si conosca su questa opera dantesca) curata dal prof.CarloFabrizio Carli. Nel 2006 alla Fondazione”Casa di Dante in Abruzzo”a Torre dei Passeri (PS) presentano “Dante e Ovidio ( fonti ovidiane nella divina commedia)” curata dal prof. Corrado Gizzi. In quarantatre anni di lavoro Gerico ha presentato settantotto personali e numerose partecipazioni in Italia e all’estero.
Gerico vive e lavora a Voghera (PV).

"La seduzione del tessuto" e "... dal mio punto di vista" di Bruno Gianesi

Dal 16 luglio al 15 agosto

L’uso del tessuto, il materiale che caratterizza in modo emblematico tutto il lavoro di Gianesi, è finalizzato a questo tentative di armonizzare le diverse parti dell’opera, di fonderle in una successione spontanea, in un intreccio fluente, in una trama che le accomuni, che le saldi le une alle altre. L’esito di questa operazione è rappresentato da una pittura paradossale, armonica e dissonante allo stesso tempo, in cui il colore apposto dall’artista sul tessuto si fonde con il supporto e allo stesso tempo risalta, si staglia, assume una sua speciale pecularietà espressiva.
Gianesi, un passato fondamentale nel mondo della moda, dove ha lavorato per sedici anni al fianco di Gianni Versace, rivestendo anche il ruolo di capo stilista e responsabile dei progetti teatrali, ha piegato adesso le stoffe spesso recuperate sulle bancarelle dei mercatini, alle esplorazioni di un viaggio onirico e interiore per dar forma e consistenza ai fantasmi dell’immaginazione. Nei suoi quadri- osserva il critico Roberto Borghi- il tessuto assume la valenza di ” una struttura da decostruire e ricostruire, come congegno da sabotare nei suoi autentici ingranaggi, per poi riformularlo secondo una meccanica di pura invenzione”.
Alla base c’è sempre l’apprendistato avvenuto nella haute couture: “ è stato realizzando patchwork di citazioni prelevate da arti e stili differenti, componendo temerari assemblaggi di suggetioni attinte da civiltà di epoche lontane e di territori remoti, come avveniva di consueto nella maison Versace, che si è fatto strada in Bruno-prosegue Borghi- l’idea che ogni stoffa in fondo non fosse altro che un collage o, forse meglio, che il collage fosse la matrice di fondo di ogni stoffa”. Da qui l’idea di lasciarsi “ sedurre da un tessuto, per individuare i punti nevralgici del disegno, le zone critiche della trama, con una certa predilizione per l’accostamento curioso tra forme geometriche e colori azzardati, quindi incastonare una figura nella parte di trama selezionata, farla interagire con la stoffa, farla sembrare una germinazione del tessuto, l’esito spontaneo di un suo ipotetico sviluppo interno”.

Testo e citazioni di Anna Ansemi e Roberto Borghi


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