Storia

L'anticamera della Sala delle Feste nel 1898
Il cortile interno negli anni 30
La Sala delle Feste negli anni 30

Il primo nucleo del castello di Zavattarello venne edificato dal Monastero di Bobbio (Pc) molto probabilmente alla fine del X secolo. Esso restò possedimento del monastero sino al 1169, quando, durante le lotte tra Pavesi e Piacentini, fu conquistato da questi ultimi.
Nel 1209, per decisione dell'imperatore Ottone IV, Zavattarello ridivenne possedimento del vescovo di Bobbio. Fu teatro di prolungate contese tra due fazioni piacentine: quella ghibellina capitanata dalla famiglia Landi e quella guelfa guidata dalla casata degli Scotti. Le alterne vicende belliche e diplomatiche permisero a entrambe le parti di governare il feudo.
Su Ubertino Landi, temuto signore di Zavattarello a partire dal 1264, si favoleggiavano truci leggende. Difese il castello da numerosi attacchi e combatté in altrettante sanguinarie battaglie. Fu grazie alla sua potente influenza che si consolidò lo sviluppo del borgo di Zavattarello. Col tempo e con la vecchiaia egli però decise di cedere i suoi possedimenti ai guelfi piacentini.
Nel 1327 Manfredo Landi divenne signore del castello, grazie a Lodovico il Bavaro. Il suo dominio sull'Oltrepò Pavese si consolidò nel 1358, quando le famiglie Landi, Beccaria e Visconti firmarono nella Sala delle Feste del castello di Zavattarello un'alleanza contro i Pavesi, firmando l'accordo proprio all'interno del Castello di Zavattarello.

L'affermazione dei Visconti segnò l'ascesa dei Dal Verme: nel 1385 il vescovo di Bobbio, Roberto Lanfranco da Pisa, recuperò il possesso del feudo di Zavattarello e lo attribuì nel 1390 a Jacopo Dal Verme, celebre condottiero di origine veronese e fondatore di una scuola militare conosciuta in tutta Europa. Questo celebre capitano di ventura, che meritò una citazione da Lodovico Ariosto nel XXIII canto dell'Orlando Furioso, fu il primo della casata Dal Verme ad avere possedimenti nell'Oltrepò Pavese.

Nel 1485 Lodovico il Moro fece avvelenare il conte Pietro Dal Verme, che non lasciò prole maschile: il Moro si impadronì cosi di Zavattarello e lo infeudò a Galeazzo Sanseverino, conte di Caiazzo. Nel 1499 il Moro fuggì da Milano di fronte all'avanzata dell'esercito francese comandato dal milanese Gian Giacomo Trivulzio e si rifugiò in Germania, insieme al Sanseverino. Bernardino della Corte, cui era stato affidato il Castello di Milano, si arrese ai Francesi per denaro e fu ricompensato proprio col feudo di Zavattarello e con altri beni che erano appartenuti ai Dal Verme. Gli eredi di questa famiglia però continuavano a reclamare i propri diritti e nel 1512, alla morte della Corte, riebbero Zavattarello. Da parte sua, il Sanseverino si alleò ai Francesi e nel 1520 riottenne il feudo da Francesco I. Le lotte tra il Sanseverino e i Dal Verme terminarono solo con la morte del primo nel corso della battaglia di Pavia nel 1525: da allora i Dal Verme rimasero padroni incontrastati del feudo di Zavattarello.

Con la seconda guerra mondiale, i Conti lasciarono il castello, che divenne uno dei teatri delle vicende belliche dell'Oltrepò, venendo purtroppo danneggiato da un incendio il 23 novembre 1944.
Nel 1975 i figli e la moglie del Conte Giuseppe Dal Verme firmarono un atto di donazione del castello al Comune di Zavattarello, che ne è l'attuale proprietario e che si è occupato, nei decenni, dei restauri che rendono oggi il maniero un polo di attrazione turistica e culturale in continua crescita.