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Le frazioni

Alcune delle piccole frazioni di Zavattarello sono collocate in luoghi panoramici e pittoreschi, ricchi di storia e arte come nel paese principale.

Le austere e antiche case rustiche di Tovazza sembrano fiere del loro essere millenarie: esistono citazioni già nell'anno 862 tra i beni del non lontano monastero di Bobbio (Pc). Lì vicino si può raggiungere Pradelle, ideale per gli amanti della natura e della quiete.
Lungo una cresta battuta dal sole sono site due tra le frazioni più caratteristiche: Ossenisio e Perduco. Ossenisio si trova su un poggio a strapiombo sul fiume Tidone; Perduco, appena a due chilometri a occidente, viene ricordata nei documenti di Bobbio dell'862, dove si cita un'antica rocca e una plebs dedicata al martire S. Antonio. Le vecchie case con i loro forni accanto in cui si cuoce ancora il pane, le viuzze, le profonde grotte del Groppo non ancora completamente esplorate che si aprono proprio a picco sotto le prime case del paese fanno di Perduco un luogo estraneo allo scorrere del tempo.
La vicina San Silverio è l'antica "Sancti Severi" menzionata in un estimo vescovile di Bobbio del XIV secolo, in cui si ricorda l'esistenza di un "hospitale".
Tra Zavattarello e Pietragavina, andando verso Varzi, si incontra Rossone, su un poggio assolato a circa 750 m d'altitudine, luogo apprezzato per una residenza di villeggiatura.
Le Moline, a un paio di chilometri da Zavattarello in direzione della Diga Valtidone, è la frazione in cui si respira più storia, con la torre degli Scolopi, il vecchio monastero ancora in piedi e i caratteristici mulini che danno il nome alla frazione.

Quasi ogni frazione possiede la sua chiesa, alcune delle quali sono dei piccoli capolavori.
L'oratorio di S. Silverio è tra i più antichi: da un istromento datato 17 febbraio 1486 del notaio Bertola Gazzotti di Zavattarello risulta che un tale Bartolomeo Ramella, procuratore dell'arciprete del paese don Antonio Bozzola, dichiarò di "ricevere da Francesco e fratelli Cavaleri la somma di lire 36,18 imperiali per il fitto d'anni uno sopra la possessione e beni di San Severo, territorio di Zavattarello".
Verso la fine del XVI secolo, l'oratorio di Perduco era dedicato a S. Antonino: è ricordato nella relazione della visita del vicario generale del vescovo di Bobbio del 1597, in cui si legge "Chiesa di S. Antonino di Perducho, nella quale non si celebra ma se gli potria celebrare restaurandola alquanto".
L'oratorio di Pradelle è stato costruito nel 1870, con l'annesso locale adibito successivamente a scuola elementare ed abitazione dell'insegnante.
L'oratorio di Crociglia è dedicato a S. Domenico. Non se ne conosce la data di edificazione: la prima notizia sicura si ha in un inventario delle suppellettili effettuato a cura dell'arciprete di Zavattarello l'8 marzo 1788, su istanza di Gerolamo Fiori.
Neppure dell'oratorio di S. Michele di Tovazza si conosce la data di costruzione. Possiede alcuni beni immobili provengono da un certo Carlo Marchisola fu Bernardo a rogito notarile del 23 maggio 1848, enumerati in un inventario del 12 novembre 1925 dell'arciprete Domenico Franzosi.
L'oratorio di S. Martino alle Moline consta di una piccola navata con altare in sasso. Nel 1927 fu edificato un piccolo campanile per collocarvi la campana che fino ad allora si trovava sui tetti di un'attigua casa privata.
Fu edificato nel 1858 l'oratorio di S. Stefano a Cascine su autorizzazione della corte d'appello di Genova, su conforme parere del vescovo di Tortona, a cui era stata rivolta formale istanza da tutti gli abitanti di Cascine per erigere un oratorio "per somministrazione dei Sacramenti agli infermi e impotenti e per la celebrazione della Messa nei giorni 26 maggio, 17 gennaio e 8 dicembre di ciascun anno onde adempiere al voto fatto per la grazia ricevuta mentre il colera desolava tutti gli altri vicini villaggi".


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