Da vedere

Il piccolo paese di Zavattarello può riservare piacevoli sorprese ai turisti. Un borgo duecentesco dominato dal castello, musei, chiese: bellezze artistiche ricche di storia e di fascino. Non solo il capoluogo, ma anche le frazioni sono piccoli cammei tutti da visitare. Senza dimenticare la natura, il punto focale di queste terre.

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Il borgo medievale "Su di Dentro"

Via Marconi, partendo da Piazza Dal Verme, si ricollega a Via Carlo Dal Verme, che conduce al castello: un suggestivo percorso che avvicina per gradi alla storia del paese, che in queste vie pare come sospesa nel tempo, regalando emozioni eterne che sembrano come sprigionate da ogni singola pietra.
Gli Zavattarellesi chiamano questa parte del paese “Su di Dentro” perché vi si accede dalla piazza principale attraversando un arco in pietra, sopra cui si eleva la torre che permetteva il controllo degli accessi: una prima linea di difesa contro gli invasori. Anticamente, tutto il borgo era fortificato: ancora oggi si possono vedere parti delle mura medievali.
Le origini di questo primo nucleo di Zavattarello risalgono alla metà del XIII secolo, quando si sviluppò questo borgo artigianale in cui l'attività prevalente era quella dei ciabattini: infatti il nome "Zavattarello" deriva da "savatén", "ciabattino".

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Il borgo medievale

Il Castello Dal Verme

Il Castello di Zavattarello è un mirabile esempio di architettura militare, completamente costruito in pietra, con uno spessore murario fino a 4 metri: una fortezza inespugnabile che ha resistito a numerosi assedi.
La visita guidata conduce in ogni sala, dalle prigioni scavate nella roccia alla cima della torre di avvistamento, da cui si gode un panorama mozzafiato delle vallate circostanti.
Cardine dello Stato Vermesco, che nella fase di massima espansione si estendeva dal Bobbiese a Voghera, il castello oggi è interamente restaurato e visitabile. Eventi, cerimonie, matrimoni, conferenze animano queste sale, dove antico e moderno si rincorrono e si compenetrano, creando un intreccio unico intriso di emozione.

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Il Castello Dal Verme

I Musei

Nelle sale del Castello Dal Verme di Zavattarello dal 2003 ha sede una collezione di arte contemporanea in continua crescita ed evoluzione, che costituisce solo una delle attrattive offerte ai visitatori che a migliaia ogni anno salgono a visitare la rocca medievale.
Il Museo d'arte contemporanea espone opere dell'arte italiana dalla seconda metà del XX secolo a oggi, oltre a quadri più antichi dipinti dal Conte Giuseppe dal Verme, proprietario del Castello all'inizio del Novecento.
Proprio all'artista Conte Giuseppe dal Verme e alla moglie Titina Gavazzi è intitolato il Museo, come atto di omaggio al grande amore per l'arte e per questa rocca, donata alla cittadinanza di Zavattarello dagli eredi nel 1975.
Ogni anno le sale del castello ospitano anche numerose mostre temporanee nel ciclo "Estate in Arte": personali e collettive di artisti emergenti e celebri, con un occhio di riguardo al rapporto con il territorio.

Attraverso un percorso di vita quotidiana il Museo "Magazzino dei Ricordi" di Bruni Virgilio consente allo spettatore la visione di oltre un secolo di tradizioni, un patrimonio culturale che affonda le radici nella notte dei tempi e che testimonia la lunga, ricca,sofferta storia del lavoro e della fatica dell’uomo.
La ricostruzione di ambienti emblematici ci riporta in un mondo da non dimenticare e da conservare con la collaborazione di tutti: un passato che arricchisce il nostro presente e anche il nostro futuro.

Museo d'arte contemporanea
Museo "Magazzino dei Ricordi"
"Estate in Arte"

Una sala del Museo d'arte contemporanea
Il Magazzino dei Ricordi

Le chiese

La chiesa patronale di San Paolo viene già citata nel 929, in occasione della sosta a Zavattarello dei monaci di Bobbio che stavano trasportando a Pavia le spoglie di S. Colombano. Rimaneggiata a più riprese nei secoli successivi, l'edificio fu riconsacrato nel 1520 dal vescovo di Piacenza Pietro de Reconda, dopo che era stato ampliato nel 1500. La facciata fu sovrapposta nel XVIII secolo a quella originaria: ha subito un restauro in occasione del Giubileo nell'anno 2000. Nell'abside è conservata una grande pala d'altare del primo seicento in legno dorato finemente scolpito con un dipinto ad olio del XV secolo raffigurante "Madonna con il Bambino e il Diavolo".

La costruzione del cimitero ottagonale ebbe inizio nel 1689, anno in cui venne costituita la confraternita del Pio Suffragio con una bolla emanata da papa Innocenzo XI. L'ultimazione però si ebbe soltanto due secoli più tardi, al tempo di Carlo Alberto di Savoia, grazie alle oblazioni e ai lasciti degli iscritti al sodalizio. L'affascinante struttura ospita anche le tombe di famiglia dei Conti Dal Verme.

L'oratorio di San Rocco risale al XIV secolo ed era originariamente parte di un monastero cistercense, putroppo ora scomparso. L'altare maggiore è in legno dorato, con una superba ancona tardo barocca che Ambrogio Corona (in "Zavattarello perla dell'Oltrepò") ha definito "un capolavoro dell'arte barocca". In questa chiesa si trova conservata una statua del XVI secolo raffigurante la Madonna del Rosario con il Bambino. Notevoli le quindici tele della "Via Crucis", attribuite alla scuola di Tintoretto.

La chiesa patronale di San Paolo
L'oratorio trecentesco di San Rocco